tanti azzardati
parecchi rumorosi
diversi correndo
troppi di pancia
per cui insomma questo blog in se mi fa incavolare parecchio.
E' il terzo che apro.
Cioè sempre formula 3 in uno.
Gli altri due, infatti, sono tutti risorti da qualche cenere e poi sempre cenere so' tornati.
I miei amici illuminati mi dicono di guardare a questa cosa come qualcosa di prezioso, risplenderebbe in me il valore della trasformazione.
Poi tra l'altro c'è un problema di fondo serio.
Mi confondo non poco, intendo dire perdo traccia di me con una facilità che spesso non mi rende serena.
Ad ogni modo dopo un po di tempo,a seguito di molti inutili ed inefficaci momenti di riflessione, dopo diverse crisi di varia natura ovviamente affrontate tutte ad una una, con risultati evidenze scientifiche sulla mia psiche, insomma dopo tutto sto' mix, mi sono detta che magari questa volta avrei potuto provare a dare vita ai miei pensieri per qualche secondo in più rispetto a quei dieci di interconessione neuronale della durata sindacale-base, e ritornare a scribacchiare.
Chiaramente lo sminuimento tragico diffuso fa parte delle strategia comportamentali dei paranoidi sociopatici a cui segretamente è evidente che sento di appartenere.
Ad ogni modo non molto tempo fa una delle mie meravigliose e avvincenti mattine si apre con questo messaggio inatteso da parte di un'amica di famiglia, tipo di quelle amiche di famiglia da manuale:
l'hai vista nascere: ce l ho;
avete fatto le vacanze insieme: ce l'ho;
vi siete spartite il sonno: ce l'ho;
conosci ogni grado di parentela possibile: ce l'Ho;
Vabbe direi che quattro punti su 75 sono sufficienti per raccontare quel misto di conoscenza che segue logiche diacroniche assolutamente estranee alla sincronicità del cuore e della crescita.
Ciò rende questo messaggio ancor più prezioso.Lo inscrive in quei gesti limite, dove a coraggio e carezze gli è dolce naufragar.
Insomma prendo sta' cosa qui come un segno.
I take it as sign.
Lo so che è terribilmente noioso parlare in inglese ma a me in certe situazioni mi viene spontaneo e so che con estrema probabilità scrivendo sta' cosa qua non colgo di sorpresa molti e sopratutto potrei cristalizzare l'idea diffusa socialmente, nel mq di socialità che occupo nella vita, di essere "la snob maestrina" che in realtà spesso mi precede, con cui però ho stretto, nel tempo, un certo legame e non riesco proprio ad abbandonarla.
Per cui la tengo.
E così decido di farlo. Riapro sto' benedetto blog!
In concomitanza con altre piccole cose, altri progetti, idee.
Insomma parallelamente a me stessa.
Decido di non curarmi delle cose brutte, di quelle che mi hanno ferito, degli azzeccagarbugli, de tutto.
Decido che concentrarsi su ciò che amo potrebbe essere la risposta autentica per perseguire il mio benessere.
Se poi penso razionalmente che su questa strada mi ha fortemente condotto il mio compagno mi spiego perché ancora non l'ho sposato.
L'amore mi guida in ogni cosa.
Ad ogni modo decido di riaprire il blog ed ogni piccola cosa in questo diario è una piccola trasformazione della sofferenza in amore.
Dal titolo!
Questo titolo mi ricorderà sempre in primis, la bellissima giornata trascorsa al Chiostro del Bramante con unni al seguito e compagno illuminante a vedere la mostra di Chagall.
Ma porterà alla memoria anche quel pomeriggio, quando chattavo con un amica virtuale e parlavamo di costruire piccole oasi di lettura e scrittura.
Si ecco, qui viene la parte trasformata, nel senso che la chat fu così motivante e colma di entusiasmo che si spense ogni cosa sul nascere. Per ragioni magari estranee alla stima e all affetto reciproche, ma purtroppo ne seguirono azioni che,onestamente oggi dico vabbè chissene...., ma c'è stato un momento in cui quelle azioni si sono abbattute come tornadi sulla mia sensibilità spezzandomi il cuore.(un eccesso di "drama queenaggio" è assolutamente un altro dei mie tratti distintivi, come dire ragiono per metafore semplici ma d'effetto)
E qui il di cui sopra compagno+i momenti di crisi+il desiderio di star bene, mi scuotono da quel torpore rassicurante in cui solo l'ignoranza, le proiezioni negative degli altri a cui ti offri inconsapevolmente e una malsana abitudine al vittimismo, utilizzata sporadicamente, ti trascinano.
Anche per sempre eh!
Ma è evidente che con molta fatica e quotidiane ricadute se ne può uscire.
Rimanere concentrati sulle cose ed uscire dalla relazione, è per me faticoso.
Cioè implica un preciso lavoro fisico.
Devo fermarmi.
Respirare.
Osservare la gestalt.
Stabilire la strategia d'azione.
E ascoltarmi.
Per cui certe volte non ho tempo....eh si perchè sto' processo, pacchetto a 5 steps, prende ancora quel paio di giornate per essere messo in atto, e così capita certe volte che prendo e mi lascio andare.
Mettici pure che è da poco che ho innescato quel benefico processo di innamoramento verso se stessi, per cui ciò implica un attesa fisiologica dei benefici legata alla crescita.
Ed io sono beatamente in fase gestazionale.
Ho una vita davanti minchia!
Dunque non è mai troppo tardi per iniziare a volersi bene.
Di solito questo momento per me coincide anche con il momento in cui decido di rimettermi a dieta.
Perchè nel frattempo ho fisicamente messo su quei beati 20kg de monnezza.
Ed è incredibilmente meraviglioso pensare che ho mollato questo blog esattamente quando ero bellissima e magra, piena di entusiasmo e gioia e poi ho mangiato tutto.
Anche i dettagli.
Perchè se non ci passi dentro quelle strettoie dell' anima ti viene difficile comprendere una come me.
Ti viene difficile comprendere i sabotaggi del cuore perché magari c'hai solo paura che non c'entra tutto o che le cose non vadano bene.
Le cose potrebbero non andare bene.
Per molti una possibilità.
Per una strana oligarchia: profetico.
Che poi a pensarci bene mi viene da dire che tutto magari è nato in quelle domeniche in cui mia madre o mia nonna mi de -portavano a messa e quando si arrivava al fatidico "benedetta sei tu ecc..." io mi mettevo ad urlare chiedendo che qualcuno mi spiegasse perché tutti ripetessero il mio nome.
Ed io invece di cadere in un ipnotico e succulento delirio di onnipotenza ho iniziato a mal tollerare le scelte controcorrente così convinte e piene di amore di mia madre.
Quando mi chiamavo io Benedetta in giro c'eravamo solo la Madonna la figlia di Mina ed io.
In rigoroso ordine di importanza.
Quando mi chiamavo io Benedetta in pochi nascevano con parto spontaneo dopo un precedente parto cesareo - quasi 2 giorni di travaglio - posizione podalica - ospedale di Padre Pio cor cappellano de Padre Pio che ti vista coperta - con rottura della gamba e relativa ingessattura (3 lunghi mesi per l'esattezza in cui per altro mia madre fece di tutto per allattarmi).
Cioè mi si è appiccicata tutta sta roba addosso a meno di 48h dalla nascita quando mediamente un neonato dorme o ciuccia una titta.
Quando mi chiamavo io Benedetta si veniva chiamati alle armi.
Ho beccato l'ondata seria.
Un po per nome
un po per destino
un po perché se non fossi passata attraverso tutto questo non mi sentirei la bella persona che sento di essere.
E' una sensazione lieve, per ora.
E potrebbe anch'essa autodistruggersi in breve tempo.
Me la godo finchè dura.
La rentrè.

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grazie,thanx,merci,dankeschon,